04 Oct 2020

Surfing in the darkness - The beginning

Esploratori: puoi trattenerli per un po' ma non potrai mai impedirgli di viaggiare. La nuova missione di BigBadShow parte dall'incontro con la Fleet Carrier U.S.S. Infinity

04 Ottobre 3006
Diario di Bordo del CMDR BigBadShow80

U.S.S. Enterprise NX-01D
Alto Comando Flotta Stellare

Dopo più di due settimane fermo su Lawrence Holdings per curare progetti ingegneristici, finalmente riesco a mettere piede di nuovo sulla mia ammiraglia, la gloriosa Enterprise NX-01D. Il tempo passa inesorabile ed io non posso non pensare che questo meraviglioso vascello tra 19 giorni, compirà il suo terzo anno di servizio.

Mi sembra ieri di averla varata.
Ricordo ancora i brividi nel sentire i poderosi thrusters innalzare la nave dal bacino stellare della Boston Base ed ancor di più sentire il boost e l’eco del computer di bordo.

Passeggiando per la plancia, l’occhio mi cade sulla placca commemorativa.

Enterprise NX-01D

Ananconda-Class Starship

Fifth Starship to bear the name

..to boldly go where no one has gone before

Lo spirito della nave è sempre stato questo. Nonostante sia una fenomenale combattente, il suo animo è quello della esploratrice purosangue. Da qui, la mia decisione: il terzo compleanno dell’Enterprise sarà nello spazio profondo e la prima tappa sarà raggiungere la U.S.S. Infinity perché solamente una grande ammiraglia può augurare il buon viaggio ad un’altra ammiraglia.

Lo spazio. Lo spazio è meraviglioso…

Ognuno degli 80 salti che mi separano dalla U.S.S. Infinity è un misto di attesa ed ansia. Sai quale stella ti attende ma non sai mai quante ne troverai e quali segreti nasconde ogni sistema. La rotta all’interno del Inner Orion Spur mi delizia con la visuale del nostro centro galattivo e mi esalta.

Siamo solo io e la mia nave contro milioni di miliardi di stelle.

Tra binarie larghe, binarie strette e trittici di fornaci nucleari, l’Enterprise si barcamena con estrema agilità ed ogni salto sembra la falcata di un gigante che si avvicina al suo obiettivo. Ma c’è qualcosa che mi infastidisce. La rotta, purtroppo, prevede sistemi per la maggior parte già esplorati che non lasciano spazio alla mia estrema voglia conoscenza e di avventura. Forse avrei dovuto seguire il consiglio del Contrammiraglio Brigataborghetti e portarmi un po’ più di alcohol ma.. Le parole di Grecale80 “Do not drink and fly” risuonano nella mia testa. Saltando da un sistema all’altro noto un’anomalia attorno ad un’anonima stella di classe M. Le nane rosse vengono per lo più bisfrattate dagli esploratori ma, quanto sto per scoprire, sta per cambiare completamente il mio modo di vedere la galassia

Che io sia dannato. Il sistema FSS dell’Enterprise non sbaglia. Attorno a questa “miserabile” nana rossa, orbitano svariati pianeti di cui tre in perfetto sistema ternario. Due sono high metal content worlds con massa leggermente più bassa della terra mentre il terzo.. Oh ragazzi, il terzo è un Water World con atmosfera ricca di argon. Per quanto inospitale, sulla sua superficie c’è acqua ed ha la tempratura giusta, la massa giusta e la gravità giusta per ospitare la vita. Chissà se un giorno, riscaldandosi grazie ai flares della stella madre, alcune terre emergeranno. E sappiamo che la vita trova sempre una via e, magari, saprà adattarsi alla particolare atmosfera. Anche una stella già esplorata ma con i suoi pianeti ignorati, può regalare meravigliose sorprese.

Il passaggio vicino alla Lagoon Nebula mi fa riflettere. Sono partito senza uno scopo preciso, senza un piano, una rotta, una meta ma solo con la voglia di esplorare. Presto dentro di me si inizia a formare l’idea di un piano. L’Enterprise deve e dovrà far sempre fede al suo motto. Per questo motivo ho intenzione di esplorare la parte mediana della galassia in senso antiorario ed andare a trovare realmente le piccole meraviglie che la Via Lattea cela abilmente. Nessuna stella verrà ignorata e, se possibile, anche le non scoopabili avranno la loro chance. Che sia una J o una Neutron, io ho la certezza che la vita riesca a trovare un modo per fiorire. Ed io sono sicuro che un’altra Terra con un’altra Luna, esista da qualche parte

e, se la Galassia vuole, la troverò

A tre salti dalla Infinity, circa 210 anni luce, la Galassia mi offre un altro spettacolo sotto forma di Water World di 9 masse terrestri e 2.2g con atmosfera di Azoto. Ancora una volta un sistema, precedentemente ignorato ma che mi ha riservato una bella sorpresa. Questa volta non ho tempo di fantasticare, la Infinity è vicina.. Non è il mio punto di arrivo, ma un punto di inizio

L’Ammiraglia della Flotta Stellare si para davanti a me con la sua meravigliosa e candida livrea bianca. Una delle poche navi in grado di battere l’Enterprise in termini di jump range. L’incontro fra le due, con le loro livree pulite, è suggestivo.

L’Enterprise si muove delicata verso la grande carrier e vi atterra dolcemente, senza temere nulla e forte del fatto che navigano sotto la medesima bandiera. Appena l’Enterprise attracca decido di scendere a bordo della carrier. Purtroppo gli ufficiali e gli altri esploratori o sono lontani o stanno riposando a causa dell’ora tarda. Un giovane del turno di notte, tale Alan McCormik, mi chiede quali servizi richieda l’Enterprise ed io richiedo un refuel e repair estetico di integrità. Nonostante sia fresco di accademia, mi risponde con sicurezza dandomi una stima dei tempi di ripristino. Decido quindi di andarmi a riposare nell’osservatorio della U.S.S. Infinity, sorseggiando un buon martini per rinfrancar lo spirito

Ritornato sulla plancia della Big E, non posso non notare che McCormik ed il suo team hanno svolto un ottimo lavoro. Ma non posso restare ormeggiato, se la Infinity saltasse, mi ritroverei troppo distante, fuori rotta e sentirei di non aver completato tutti gli step. Apro quindi la mappa del sistema e noto che il nostro Bora Horza ha provveduto a scansionare con l’FSS tutto il sistema. Indubbiamente mi ha fatto un favore ma non ha completato il lavoro. L’occhio non mi inganna e punto il più piccolo satellite del sistema, una palla di sassi di appena 584km. Ordino di mollare gli ormeggi e saluto la meravigliosa Infinity. Ammiraglia che, con tutta probabilità, reinconterò durante questo viaggio. Poco più 1600ls e la piccola palla di terra diventa sempre più grande. Attivo il Surface Scanner e.. dannazione! Allora il mio occhio clinico non è così malandato come pensavo. Ben 34 sorgenti geologiche mi si parano davanti ed opto per quella più vicina al mio approach. Water Ice Geyzers e 50k crediti codex in tasca. Riesco a far atterrare l’Enterprise nei pressi della sorgente geologica e reputo il luogo interessante per riposare.

Sistemi impostati in nightshift con solo il supporto vitale e mi sposto sul ponte inferiore, dove risiede la mia cabina. Dall’enorme finestra che da verso l’esterno riesco a scorgere la punta della catena montuosa sul fianco della quale mi sono adagiato. La gravità estremamente bassa mi coccola e mi rilassa, molto meglio che nelle Coriolis. Le stelle all’orizzonte sembrano cantare come sirene in mezzo al mare e trovo il loro richiamo irresistibile. Mente i miei occhi pieni di questa meravigliosa visione si chiudono al sicuro a bordo dell’Enterprise, un solo penziero passa e ripassa insistentemente per la mia testa..

To boldly go where no one has gone before.

Tags: [ flotta-stellare  racconti  esplorazione  ]

Chi è il CMDR-Autore

BigBadShow80
Sono l'Ammiraglio Federale BigBadShow80 e navigo nella galassia di Elite Dangerous dal day one su PS4. Durante la mia carriera da viaggiatore dello spazio ho avuto modo di approfondire esplorazione e combattimento, portando le mie navi ai massimi livelli e cercando sempre di migliorarle ulteriormente. Trovo affascinante l'ingegnerizzazione e come funzionano le meccaniche. Detesto servire setup per navi preconfezionate ma preferisco donare agli altri comandanti le conoscenze per cucirsi addosso la nave perfetta per le loro esigenze